- 31 Marzo, 2025
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- L’importanza del dentista in gravidanza
Gengivite gravidica: frequente ma gestibile
La condizione più comune in ambito odontoiatrico durante la gravidanza è la gengivite gravidica, che interessa circa il 60–70% delle donne in attesa.
Compare generalmente dopo il primo trimestre ed è strettamente correlata ai cambiamenti ormonali tipici di questo periodo, in particolare ai livelli elevati di progesterone ed estrogeni.
Il primo sintomo è il sanguinamento gengivale, soprattutto durante lo spazzolamento dei denti.
Questo segnale non va sottovalutato, poiché può rappresentare il primo passo verso una parodontite (nota anche come piorrea), se non trattato adeguatamente.
Tuttavia, la gengivite gravidica tende a risolversi spontaneamente dopo il parto, a condizione che venga monitorata e gestita correttamente durante la gestazione.
Sicurezza per mamma e bambino
È importante rassicurare le future mamme: la gengivite gravidica resta una condizione localizzata, che non compromette in alcun modo l’andamento della gravidanza.
La prevenzione più efficace consiste in una corretta igiene orale quotidiana, affiancata da controlli periodici presso il dentista, che fornirà le giuste istruzioni e, se necessario, programmerà sedute di igiene professionale.
Non ci sono controindicazioni alla detartrasi in gravidanza.
Anestesia e trattamenti odontoiatrici
Contrariamente a quanto si pensa, l’anestesia locale non è controindicata in gravidanza. Anzi, è noto che il dolore non trattato può essere più ossitocico (cioè stimolante delle contrazioni uterine) rispetto ai farmaci anestetici.
Alcuni professionisti preferiscono usare anestetici senza adrenalina, sebbene non esistano evidenze scientifiche certe che ne impongano l’uso esclusivo.
È comunque consigliabile rimandare qualsiasi terapia complessa al termine della gravidanza. Durante la gestazione si interviene solo in caso di urgenze odontoiatriche, per alleviare il dolore e prevenire complicazioni, sempre nell’ottica di tutelare la salute della paziente e del nascituro.
Radiografie: quando sono ammesse
L’uso delle radiografie dentali va evitato nel primo trimestre. Nei mesi successivi, possono essere effettuate solo se strettamente necessarie, e sempre con l’impiego di adeguate protezioni (es. grembiuli piombati).

